Vinile dei Rolling Stones: Quale scegliere? Classifica top 7 dei migliori in commercio

Se sei un fan dei mitici Rolling Stones sarai senz’altro al corrente del fatto che questo storico gruppo ha al suo attivo più di 40 album in vinile che ogni anno continuano a essere acquistati dai loro supporter. Alcuni pezzi sono passati alla storia e stilare una classifica con i migliori 7 non è affatto semplice e alcuni ammiratori resteranno senz’altro delusi.

Chi sono i Rolling Stones

I Rolling Stones sono una rock band britannica tra le più note al mondo, composta dal cantante Mick Jagger, dai chitarristi Keith Richards e Ronnie Wood e dal batterista Charlie Watts, deceduto nell’agosto 2021, all’età di 80 anni.

The Rolling Stones sono una vera e propria leggenda del rock mondiale e un punto di riferimento per tanti altri artisti, ma anche idoli per tante generazioni di giovani e meno giovani. La musica della band in realtà nasce come un mix di rock e blues, e si è evoluta in rock and roll solamente più tardi.

Oltre che per la loro musica, i Rolling Stones sono diventati famosi per essere dei personaggi trasgressivi: sono stati tra i primi a nominare sesso, droga, alcool nei loro testi e a trasgredire le leggi nel corso degli anni.

Sono stati definiti “brutti, sporchi e cattivi” per il fatto di aver sempre condotto un’esistenza borderline, al contrario dei Beatles che invece erano conosciuti per essere dei bravi ragazzi.
Sebbene tra i due gruppi, molto diversi tra loro, non ci fosse rivalità ma stima, gli Stones amavano premere su questa contrapposizione per evidenziare il loro stile decisamente fuori dal coro.

In tutti questi anni i successi del gruppo britannico non si sono mai fermati ed è difficile creare una classifica composta da soli 7 vinili. Qui di seguito abbiamo comunque provato a farlo, elencando quelli che secondo noi non potevano restare fuori dalla top 7. Scopriamo insieme quali sono i 7 migliori vinili dei Rolling Stones.

Classifica top7 dei migliori vinili dei Rolling Stones

vinile dei rolling stones migliore

Ecco la classifica composta dai 7 vinili degli Stones che secondo noi meritano una speciale menzione.

  • Beggars Banquet – Miglior vinile dei Rolling Stones

Beggars Banquet è uno degli ultimi album degli Stones in cui era ancora presente Brian Jones ed è stato pubblicato nel 1968. Sebbene non si tratti del primo vinile, è l’ultimo in cui il noto polistrumentista era ancora vivo.

Si tratta anche di uno degli album che ha reso il gruppo estremamente unito e coeso, infatti, non è tanto il contenuto a renderlo unico, bensì il significato che è insito in esso.

Quando Beggars Banquet fu realizzato, tra i musicisti era incorso una sorta di controversia su quale impronta si desiderava lasciare al pubblico dopo ogni concerto: terminato l’LP, in realtà, lo stile si definì in modo automatico, ecco perché al suo interno sono presenti pezzi dei Rolling Stones considerati intramontabili.

Pubblicato nel 1968, Beggars Banquet è stato inserito nella classifica dei migliori vinili di sempre. Per gustarne a fondo la qualità audio, il consiglio è di assaporare le note del disco proprio nel giradischi, dove il suono risulterà privo di distorsioni e pulito.

Grazie a un genio del calibro di Brian Jones, mescolando diversi generi e stili, il gruppo creò un disco capace di delineare un momento storico del gruppo.

Brani come Sympathy for the Devil furono guardati con scetticismo in quanto controversi, eppure contribuirono a generare degli inni alla musica per i fan degli Stones.

Beggars Banquet è un vero pezzo da collezione, soprattutto perché è uno degli ultimi dischi che vantano ancora la presenza di Brian Jones.

  • Rock & Roll Circus

Rock & Roll Circus venne registrato in uno studio televisivo tra la sera del 10 dicembre 1968 e l’alba dell’11: nacque per essere trasmesso in tv come un lungo concerto ambientato in un vero circo.

Il titolo dello spettacolo era “Rock & Roll Circus: immagini e suoni e mirabilia per deliziare occhi e orecchie“, e numerosi artisti presenti rappresentarono lo staff, ad esempio: Mick Jagger era il direttore del circo, Marianne Faithfull indossava una tunica medievale, Brian impersonava un pifferaio magico, John Lennon un clown e Yoko Ono una strega.

Suonarono anche cantanti come i Jethro Tull, gli Who e Marianne Faithfull.

Agli Stones toccò all’alba e suonarono pezzi che anticipavano i suoni dell’immediato miglior futuro del gruppo.

La BBC rifiutò di trasmettere il Rock & Roll Circus, e il circo dei Rolling Stones divenne una strana leggenda con immagini e nastri che rimasero custoditi non sappiamo dove, senza che nessuno si interessasse alla pubblicazione.

Solamente1996, ovvero 30 anni dopo, furono pubblicati vinile e un DVD grazie al booklet di David Dalton, che si fece testimone di uno storico e leggendario spettacolo.

  • Sticky Fingers

Sticky Fingers è stato pubblicato nel 1971 e non solo per noi, ma per tantissimi fans degli Stones si tratta dell’opera eccelsa del gruppo: a renderlo così speciale c’è prima di tutto la sua storia e in secondo luogo, il fatto di rappresentare il periodo di crescita che la band ha vissuto proprio in quegli anni.

Se non avete capito di quale vinile stiamo parlando, sappiate che è quello la cui copertina è stata resa famosa grazie al design di Andy Warhol.

Sticky Fingers con gli anni è divenuto un simbolo della storia della musica rock; le canzoni in esso contenute, scritte nello stile tipico degli anni Settanta, ancora oggi sono considerate evergreen.
Un valore aggiunto per l’album in quegli anni fu l’arrivo del grande Mick Jagger che trasformò la band rendendola già allora il mito poi consacrato con il tempo.

Sticky Fingers è diventato un pezzo di storia musicale anche perché non segue un unico genere musicale, ma al suo interno colpiscono le tematiche trattate, fino ad allora argomenti di cui non si parlava e considerati tabù, come droga e sesso interrazziale. È l’album che ha meglio definito lo stile della band da quel momento in poi.

Mick Jagger arrivò proprio allora e conobbe la fama internazionale grazie a questo vinile che è stato come un momento di transizione: è sufficiente ascoltare canzoni come Exile on Main St, del tutto differenti dallo stile suonato fino ad allora, quando Brian Jones faceva ancora parte della band.

Gli Stones ruppero prima con la casa discografica ABKCO e poi con Allen Klein, per creare poi una propria etichetta discografica, la “Rolling Stones Records“: il risultato è stato proprio Sticky Fingers, che ha mandato i fans in visibilio. Infine, la copertina, ideata personalmente niente poco di meno che da Andy Warhol, che fu una delle più emblematiche mai viste e considerata un pezzo d’arte.

  • Let It Bleed

Pubblicato nel 1969, Let It Bleed è ritenuto dai fan dei Rolling Stones un album che segna il cambiamento di un’epoca: caratterizzato dalla morte di Brian Jones, il disco introduce un nuovo genere musicale che è stato ripresentato poi nei dischi futuri e che ha segnato la rinascita della band.

Le note sono caratterizzate da un approccio al blues e dalla mescolanza di rock e country che hanno segnato in modo definivo il passaggio da uno stile controverso a uno completamente nuovo.

Se da un lato Let It Bleed fu segnato dalla morte del fondatore Brian Jones durante le registrazioni, dall’altro è un album senza pari perché supportato da due pietre miliari come Keith Richards e Mick Jagger.

Se da un lato Brian Jones è stato il fondatore degli Stones, dall’altro era uno membbri di spicco del gruppo grazie al talento innato e alla sua creatività: ha lottato per diverso tempo con la droga prima di morire durante la registrazione dell’album, lasciando nelle mani dei suoi amici un disco destinato a diventare un mito.

Lo stile di Let It Bleed è ritenuto unico perché sia Brian Jones sia Keith Richards scatenarono la propria creatività dando vita a suoni a dir poco perfetti.

Let It Bleed si distingue dagli altri album pubblicati alla fine degli anni sessanta sia per lo stile delle canzoni che per la profondità dei testi: lo segnarono non solo la morte di Brian Jones, ma anche la Guerra del Vietnam, pertanto, il suono psichedelico che fino a quel momento aveva caratterizzato la band venne totalmente rivoluzionato.

Sono contenuti in questo album pezzi storici come Gimme Shelter e You Can’t Always Get What You Want. La pubblicazione di questo vinile fece si che la fama della band fosse destinata a esplodere dando inizio allo stile rock tipico dei Rolling Stones, e il via alla fama mondiale dello stesso Mick Jagger.

Sempre in questo momento arrivò Jimmy Miller, noto produttore discografico che contribuì a fare differenza con album.

La copertina di Let it Bleed è probabilmente una delle migliori in assoluto soprattutto per la sua iconicità.

  • Hot Rocks 1964-1971

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Hot Rocks 1964-1971
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Hot Rocks 1964-1971 è stato pubblicato nel 1971 e da allora in poi con esso arriva a perfettamente lo stile dei Rolling Stones: si tratta del momento esatto cui le “pietre rotolanti” hanno raggiunto l’apice del successo e sono stati considerate una band storica iconica e indimenticabile.

Hot Rocks 1964-1971 è il 6° vinile degli Stones e si tratta di una compilation che arriva in seguito alla rottura con il produttore: questa serie di canzoni raccontano l’intera storia del gruppo e il valore simbolico che riveste è davvero senza tempo e senza prezzo. Se siete appassionati del genere e avete una vostra collezione di vinili, Hot Rocks 1964-1971 non può mancare.

Questa raccolta è composta da ben due album proprio per poter mettere insieme quelli che sono considerati i veri pezzi unici degli Stones. Hot Rock è il disco perfetto per tutti coloro che vogliono conoscere a fondo gli Stones, poiché li aiuterà ad apprezzare le canzoni che hanno stregato milioni di fan in ogni parte del mondo.

Non mancano neppure una serie di brani influenzati dal genio di Brian Jones, fondatore e polistrumentista della band. L’influenza prima della morte ha segnato profondamente lo stile della band, caratterizzato da musiche e tematiche parecchio controverse per quei tempi.

Questo vinile è anche uno dei pochi sul mercato ad aver vinto ben due dischi di platino negli degli anni, superando il milione di copie vendute e ottenendo un successo strabiliante.

  • Some Girls

Pubblicato nel 1978, Some Girls è un vinile concepito in piena era punk rock, e rappresenta la risposta musicale di Mick Jagger e degli altri membri della band a chi li considerava ormai appartenenti al passato.

In questo album apparve per la prima volta nelle vesti di membro ufficiale del gruppo Ronnie Wood, che aveva già dato il suo contributo a brani come It’s Only Rock ‘n’ Roll del 1974 e Black and Blue del 1976. Per la prima volta dopo anni la band apparve finalmente con una formazione fissa.

Some Girls raggiunse il primo posto nella classifica degli Stati Uniti, Billboard 200 e numerosi critici musicali lo definirono il miglior album della band dopo Exile on Main St..

Il singolo Miss You ottenne uno strabiliante successo, tant’è vero che con le sue sei milioni di copie vendute, è stato l’album degli Stones a vendere di più in America.

La nota rivista Rolling Stone nel 2003 lo inserì al 269º posto della lista dei 500 migliori album mai pubblicati. Jagger venne riconosciuto come il vero creatore di Some Girls, anche considerando che Keith Richards stava vivendo il massimo periodo di tossicodipendenza da eroina e si trovava a far fronte a varie grane con la giustizia.

Nonostante alcune canzoni di rock duro come When the Whip Comes Down, Lies, Respectable, buona parte del successo di questo disco è merito proprio del singolo Miss You, nato da un’idea di Mick Jagger.

  • Tattoo You

Pubblicato nel 1981, Tattoo You è un album discografico che ottenne enorme successo sia dalla critica sia per quanto concerne il numero di vendite che toccò i 4 milioni di copie, non a caso raggiunse la vetta della classifica Billboard negli USA.

Si tratta dell’ultimo vinile degli Stones a raggiungere il primo posto negli Stati Uniti dopo la scia positiva che durava dai tempi di Sticky Fingers, nel 1971.

L’ album è formato soprattutto da outtakes di precedenti sessioni, vecchie anche 10 anni, a cui sono state aggiunte alcune innovative parti vocali e sovraincisioni.
Da qui i Rolling Stones decisero di promuovere il famoso tour mondiale del 1981-82.

Molte canzoni erano mere tracce strumentali per le quali Jagger scrisse melodie e testi. La band divise Tattoo You in due facciate distinte per differenti tematiche: in un lato si poteva ascoltare puro rock and roll e nell’altro meravigliose ballate.

La nota rivista Rolling Stone ha inserito Tattoo You al 211º posto della lista dei 500 migliori album.

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